mercoledì 2 gennaio 2019

Se ti arrabbi ti insabbi: la rabbia nella comunicazione col narcisista patologico


Considerazioni sulla rabbia nella comunicazione con una persona narcisista
In questo articolo parlero' della rabbia che nasce quando ci si relaziona ad una persona narcisista patologica. Questa emozione è molto frequente perché egli o ella sfida costantemente la pazienza e la tolleranza della persona empatica ed accettante. Con l'andare del tempo, la continua accettazione si trasforma in repressione di una rabbia che si accumula e che, prima o poi, finisce con l'esplodere. Per questo è necessaria qualche riflessione. Quando ci sentiamo irritati nei confronti della persona narcisista possiamo: 1 - Reprimere la rabbia 2- Sfogarla e passare al contrattacco 3- Fuggire dal narcisista o dall'emozione stessa Tutte queste reazioni sono controproducenti; dopo averle analizzate, descriverò il modo in cui mettere in pratica una quarta soluzione: quella che chiamo 'del delicato distacco'. Reprimere la rabbia equivale a mettere i problemi 'sotto il tappeto', ovvero fingere che non esistano. Ma nel continuare a 'far finta' diventiamo complici, perche' lasciamo che i nostri diritti non vengano rispettati. Far finta di nulla significa non manifestare il proprio malcontento e, soprattutto, non agire: comunicando il disappunto al narcisista solo dopo tempo si rischia di passare dalla parte del torto. D'altra parte, la strana convinzione del mondo femminile nei confronti dell'uomo "Voglio che lo capisca da solo... In una coppia certe cose non si devono nemmeno dire..." è un grande errore di comunicazione.  Nessuno legge nel pensiero, tanto meno laddove 'non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire!'. Dimostrarsi ossequiosi per il quieto vivere, pur di non ricevere disapprovazione e' un esempio di repressione della rabbia. I narcisi non nutrono particolare stima dei remissivi o degli onesti: sono convinti siano 'inferiori', perchè partono dal principio che nella vita o si domina o si viene dominati. Vogliono prendersi il potere e tutto il resto deve andare di conseguenza: le persone accondiscendenti ed empatiche sono, per il patologico e perverso, dei 'cosciotti di pollo da spolpare'. Possono persino provare invidia, perché non sono in grado di dare amore e guardare le cose dal punto di vista dell'altro. Nel caso, invece, del contrattacco, la vittima avverte rancore e reagisce alla conseguente rabbia del narci rispondendo con accuse alle sue accuse. Il senso di ingiustizia che si avverte e il giustificato bisogno di farsi valere portano a contromosse inefficaci : il narciso, più abile con le parole, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza. Cercare giustizia è lecito, ma senza perdere controllo e lucidità: non solo per togliergli carburante, ma per non offrirgli la sensazione di tenerti in pugno, soggiogato/a dal punto di vista emozionale in una situazione dove lui puo' fare il bello e il cattivo tempo. Vediamo ora la strategia della fuga : ne sono esempi il protestare talvolta volta si e talvolta no, o il rinunciare a qualcosa che ti interessa perché c'è lui. Quando sai di poterlo incontrare in alcune situazioni, puoi evitare di crearle. Ma se inaspettatamente incappi in lui (pensa ad una festa tra amici), fuggire gli darà la soddisfazione di 'tenerti ancora in pugno'. Solo il "no contact", ossia la non risposta o il blocco dei messaggi, e in generale l'eliminazione di ogni possibilita' di aggancio, non è fuga ma un'azione deliberata per mettersi in salvo. Non sempre fattibile, questa tattica è inapplicabile se il narcisista è un collega di lavoro, o addirittura il partner da cui non ci si puo' separare a causa dei figli o per motivi economici. Nel caso di dipendenza affettiva, invece, il "no contact" non e' affatto semplice da realizzare e richiede un grande lavoro su se' stessi. Siamo quindi arrivati alla quarta alternativa: la soluzione dell'indifferenza e del cosiddetto 'delicato distacco'; l'agire andando per la propria strada. Queste mosse spiazzano la persona narcisista, abituata a nutrirsi del carburante che deriva dalla tue emozioni: che siano rabbia o dipendenza, che siano il cercarlo o il non sapergli dire di no. Se esse alimentano il suo senso di potere, l'indifferenza metterà in difficoltà chi ama stare al centro dell'attenzione ed avere il controllo. E' giusto mediare nella gestione dei figli,  ma se desideri uscire con le amiche e lui non e' d'accordo, non commettere l'errore di cercare la sua approvazione: non ti verra' data. E non solo. Non ne hai bisogno per fare cio' che e' tuo diritto. Quindi agisci nonostante tutto. Simile e funzionale, e' la tecnica di non mostrare particolare vitalità, ne' positiva ne' negativa: un po' di svogliatezza gli toglierà quell'alimento che lo sostiene e che prima o poi, andrà a cercarsi altrove.

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