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giovedì 7 febbraio 2019

Annamaria Franzoni è una donna libera: la mamma di Cogne ha finito di scontare la sua pena


Annamaria Franzoni è una donna libera. Condannata nel 2008 a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele di tre anni, a Cogne il 30 gennaio 2002, nelle scorse settimane, scrive l'Agenzia Ansa, è stata informata dal Tribunale di sorveglianza di Bologna che la sua pena è espiata, con mesi di anticipo rispetto alle previsioni, potendo usufruire di molti giorni di liberazione anticipata per la buona condotta. Da giugno 2014 era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, sull'Appennino bolognese. Anche se ora, davanti alla casa dove ha scontato la detenzione domiciliare, appare il cartello "vendesi". La famiglia si sarebbe trasferita di recente, a quanto si apprende in una casa isolata di un non meglio identificato "paese vicino".

"Io sono innocente". Annamaria Franzoni si è sempre dichiarata innocente. E lo avrebbe confermato anche in questa circostanza. "Da un lato sono contenta, dall'altro vorrei trovare la maniera di far capire alla gente che non sono stata io". Lo avrebbe detto lei stessa parlando con persone a lei vicine dopo la notifica della fine della pena.

Franzoni era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008, quando la Corte di Cassazione confermò la sentenza della Corte di appello di Torino e già quella notte si aprirono per lei le porte del carcere di Bologna. Qui è rimasta fino al 2014, poi per quasi cinque anni è stata ai domiciliari a Ripoli, ma aveva già ottenuto il beneficio del lavoro esterno in una coop sociale e alcuni permessi per stare a casa con i due figli, di cui il minore nato un anno dopo il delitto.

Le parole degli avvocati. I 16 anni di pena sono stati ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata, il cui presupposto è che il detenuto partecipi all'opera di rieducazione e di reinserimento nella società: è possibile ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare. "E' finita una storia giudiziaria che la mia cliente ha sempre vissuto nel rispetto delle regole pur professando sempre la propria innocenza - spiega infatti Paola Savio, legale di Annamaria Franzoni -. Il raggiungimento del fine pena non deve suscitare stupore. Si tratta di un calcolo matematico frutto di aver usufruito dei benefici penitenziari di legge. Ora – ha aggiunto – Annamaria spera nell’oblio per sé e per la famiglia. E glie lo auguro anch’io”.

Soddisfazione anche da parte di Carlo Taormina, l'avvocato che la difese fino al 2007: "Quando qualcuno esce dal carcere un avvocato è sempre contento, in particolare per lei. L'ho difesa strenuamente contro tutto e tutti perché ero consapevole della sua innocenza. Annamaria ha scontato la sua pena, è giusto che torni libera e che possa svolgere la sua vita in maniera normale, recuperando tutte le limitazioni che ha dovuto subire nella sua attività lavorativa e soprattutto nei rapporti con i figli". Taormina, intervistato in radio da "La zanzara", non si è poi risparmiato una stoccata sul contenzioso con la sue ex assistita che, sostiene gli deve "circa 400 mila euro. Aveva un'abitazione, la villetta di Cogne sulla quale avrei voluto fare il pignoramento, ma non è stato possibile. La rivendevo, che mi importa. E non posso nemmeno rivalermi sui conti correnti, visto che lì non ha una lira. Praticamente m'ha fregato. Posso riprendere quei soldi solo se si mette a lavorare e faccio il pignoramento presso terzi per lo stipendio che prende"
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